Pochi chilometri ad est di Firenze, fra pievi romaniche, case torri dell'undicesimo secolo, priorie, castelli medievali con cantine sotterranee, antichi fortilizi trasformati nel corso dei secoli in amene residenze di campagna, sfarzose ville cinquecentesche e borghi seducenti si estende, in mezzo a vigneti circondati da boschi di cipressi, a oliveti che punteggiano e ingentiliscono il paesaggio collinare, il territorio del Chianti Rufina Docg. Un Chianti giovane ma con tanta tradizione: già nel 1716 il Granduca Cosimo III de' Medici ne delimitava la zona di produzione fra le quattro più pregiate della Toscana, perché‚ "solo dalle alte colline di Rufina proveniva un rosso longevo, corposo e aristocratico".

Sono di proprietà dei fratelli Grati e occupano un territorio di 562 ettari di terreno, di cui cento a vigneto specializzato, sulle colline fra Pontassieve e Rufina. Il legame della famiglia con la propria terra ha radici profonde, tali da farli intervenire anche sull'assetto morfologico del territorio con la creazione di due laghi: Galiga e Vetrice appunto. Alternati alle viti, dodicimila piante di ulivo, il paesaggio è quanto di più toscano: sui crinali svettano i cipressi. I terreni sono fertili e argillosi, ben esposti al levar del sole e godono di un clima asciutto e ventilato. I vitigni tipici coltivati sono il Sangiovese, il Canaiolo e il Colorino. Insieme ad essi Malvasia, Trebbiano, Cabernet e Merlot.

 





 



  
  

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